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Resoconto del viaggio in India della Presidente di Native Onlus, Frances Finch, con suo marito Paul Finch, dal 3 al 19 agosto 2007

India, un paese grande ed economicamente emergente ma ancora pieno di contrasti

 

L’India che abbiamo toccato con mano durante 16 intensi giorni di viaggio, può essere riassunta con 7 aggettivi.  Ecco il breve ma formidabile elenco:

 

  • dinamica . . . nonostante l’ovvio degrado di molte delle loro infrastrutture sociali, si coglie subito il senso di un’economia crescente, emergente, ed irrequieta. Qui si dorme poco, si  lavora tanto, si spende e si è spenti nel tentativo impetuoso di farsi avanti in ogni settore. Le parole inglesi ‘laid back’, che sono tradotte meglio italiano con ‘atteggiamento di attesa’  sono sconosciute all’indiano. E’ una società aggressiva, attivissima, inquieta, crescente,  visionaria, totalmente interattiva, è ‘il mondo nuovo ’. 

  • appassionata. . . non c’è strada, negozio, taxi, autobus che non sia pieno di persone estremamente creative ed intraprendenti! La frase di Shakespeare ‘mai un momento  monotono ’ coglie in pieno il cuore industrioso della società indiana. Perché limitarsi a due persone su una motocicletta se riescono a stare in 4? Se si riesce a salire su un autobus  in corsa, perché non approfittare dell’opportunità?

  • colorata . . . anche nei villaggi nascosti tra miriadi di campi di riso, le donne illuminano le strada di terra battuta con lo splendore delle loro variopinte  ‘saree ’. E’ una cultura brillante, estroversa, rumorosa, gioiosa che sa trasformare ogni occasione grigia in una d’orata e festosa!  

  • rispettosa . . . perfino nel apparente caos del traffico della città, l’attento spettatore coglie la regola di comportamento che invisibilmente lo caratterizza: il massimo rispetto per chi ti sta davanti. Divisa in classi e con dei ruoli ben precisi, la società escogita mille modi di   manifestare rispetto, dalle ghirlande di fiori che incoronano gli ospiti, al saluto e al dolce  dondolio della testa che indica accettazione della proposta.

  • generosa . . . perfino nei villaggi riescono a porgere all’ospite una graditissima bottiglietta di acqua fredda. Anche negli ambienti più affollati non bisogna preoccuparsi, anche se loro sono seduti per terra riusciranno a trovarti una sedia! E poi se si tratta di mangiare, beh, non mancherà l’offerta di un altro piatto dal loro squisito menu!

  • piena di contrasti . . . nonostante ci siano dei negozio prestigiosi, bancomat velocissimi, computer,  telefoni cellulari, centri commerciali, Cinema Imax ed uno stadio enorme, a due passi c’è un quartiere squallido ed invivibile. Accanto ad una ricchezza di oro e gioielli       coesiste una povertà estrema. In mezzo ad una strada molto trafficata bisogna stare attenti  ai bufali  che sono i veri ‘re’ della strada. Se da una parte Hollywood in California sta       proponendo una sorta di gemellaggio all’indiano ‘Bollywood’, di fatto le condizioni       della migliaia di villaggi poverissimi restano ad un livello di 200 anni fa. 

  • religiosa e superstiziosa . . . ovunque si vedono delle statue, degli altari, delle  moschee e templi indu e delle persone  che stanno praticando un rito religioso per un dio. Dai capelli corti della donna che ha appena offerto i suoi bellissimi capelli al suo dio, allo asceta che li ha lunghissimi, la società è visibilmente piena  di segnali che indicano una  grande riverenza per una divinità. A ognuno è permesso di adorare chi vuole, ma guai a colui che intende cambiare la propria religione. Il vincolo della casta deve essere mantenuta a tutti i costi. Chi è attualmente al potere intende restarci e  vengono prese misure per salvaguardare lo status quo. Nonostante nella sua recente storia siano state acquisite alcune misure di emancipazione attraverso alcuni dei suoi grandissimi leader,             l’India resta legata alla sua tradizione.

 

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  1. L’educazione istruisce i bambini. Nei villaggi dove non c’è mai stato nulla di simile, l’istruzione di bambini costituisce un passo da gigante per la popolazione considerata dal governo ‘intoccabile’. La passione dei bambini per ciò che vanno imparando è palpabile. L’attenzione che riservano  al maestro, seduti per terra con la tavoletta in mano per delle ore, sarebbe invidiata da qualunque maestro in una scuola elementare occidentale!

  2. La famiglia intera beneficia dall’istruzione. L’entusiasmo che ogni bambino ha ogni giorno di  prepararsi con la propria divisa scolastica in modo puntuale, costituisce una novità per l’intera famiglia. Tutta la vita della famiglia viene organizzata per favorire la frequenza dell’alunno. La mamma che all’inizio dell’anno scolastico ha messo il suo segno in un libro per indicare il suo impegno di mandare il figlio alla scuola ogni giorno, impara attraverso il bambino a scrivere il suo nome e in qualche caso anche a  leggere.

  3. La disciplina favorisce la famiglia intera. I principi che vengono impartiti e sorreggono tutto il sistema scolastico sono presi dalla Bibbia. Ad esempio, Edgar, in un incontro con dei genitori presenti, ha sottolineato come la scuola non si sostituisce alla responsabilità familiare, ma l’accompagna. Se non è permesso ad un bambino di alzare la sua voce contro i suoi genitori, non è nemmeno permesso ad un genitore di non frequentare gli incontri regolari tra loro e gli insegnanti.

  4. L’avanzamento sociale avviene attraverso due fattori. In primo luogo si insegna a persone che ordinariamente sarebbero consegnate al destino della loro casta. Non sono più legate alla categoria degli ‘intoccabili’. Ed in secondo luogo l’alunno beneficia di un educazione arricchita dalla lingua inglese. Il programma didattico prevede una buona padronanza dell’inglese e questo costituisce una porta di entrata nella società indiana, con il suo bagaglio culturale e linguistico ereditato dall’impero britannico.

  5. La vita del villaggio beneficia della presenza della scuola. Quando siamo arrivati nel villaggio di China Mukthevi tutta la scuola aveva preparato una bellissima celebrazione con canti, striscioni, e ghirlande floreali. Tutto il villaggio in qualche modo partecipava alla felicità della festa. Ogni pomeriggio, poco prima del termine delle lezioni, c’è un periodo di esercizi fisici e giochi nello spazio verde davanti alla scuola, e le gioiose urla dei bambini sono contagiose per tutti. Nel vicino villaggio di Nidumolu dove alcune famiglie abitano, per la nostra visita i genitori avevano preparato un’accoglienza festosa che coinvolgeva molti degli abitanti. C’era anche il sindaco che ha voluto fare un discorso pubblico di ringraziamento ad Edgar per il beneficio che la scuola ha recato a suo villaggio! Edgar, a sua volta, ha chiesto ai bambini vestiti nella loro elegante divisa di cantare una semplice gioiosa canzone. Ha poi commentato come la fonte di questa gioia è la Bibbia e che la fede in Cristo produce una migliore visione della vita.

Native Upper Primary School è una luce nelle tenebre, e cresce perché viene incontro a un bisogno reale.

   

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Due indimenticabili visite a due famiglie.

 

 La prima capanna Seguendo Edgar ci siamo inchinati per entrare in una semplice capanna  fatta di pali e paglia, per fare una visita a “Prem” il papa’ e a “Kumar” la mamma, i quali  hanno ambedue 27 anni. Prima di entrare il nonno “Matta” era accovacciato davanti al fuoco fumante mentre ultimava i preparativi per la cena che era composta di riso e curry. L’orgoglio della famiglia e’ il figlio “Samsunder”, un bel ragazzo di 8 anni. Prima, ci raccontano, era un bambino disordinato e disobbediente, ma in seguito alla sua iscrizione alla scuola e’ diventato preciso e puntuale. Sansunder infatti tiene ora i suoi vestiti in ordine in un angolo speciale di questa primitiva capanna, e le sue capacità mentali sono aumentate in modo notevole. La mamma continua a descriverci come il beneficio della scuola non sia stato solo per lui ma in vari modi per tutta la famiglia. E’ stato lui ad insegnarle a scrivere il suo nome, a firmare!  Attraverso le esperienze di suo figlio lei ha imparato ad amare il Signore che prima odiava, ed ora si e’ battezzata e fa parte della Chiesa. Tutta la famiglia gode la nuova regola di famiglia che viene sintetizzata nella frase: “No prayer: no bed”, cioe’  “prima di andare a letto bisogna pregare”.

Prima di salutarci abbiamo pregato insieme e chiesto che queste benedizioni del Signore continuino anche sulla nuova casa che hanno cominciato a costruire con l’apporto di un piccolo finanziamento governativo. Sarà leggermente  più grande (5 x 5 metri) però sarà suddivisa in  4 piccolissime camere e il tutto sarà costruito in cemento!

   

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La seconda capanna:  Dopo una brevissima camminata nel buio totale del villaggio, ma accompagnati e pressati da una folla di curiosi compaesani, il direttore di Native Edgar ci ha accompagnato alla capanna di “Srino e Salomi” che sono i genitori giovani di 3 bambini: due ragazzi Satish Kumar e Deelip Kumar, e la bambina Soujanya. Satish era appena rientrato dal paese più vicino dove a 14 anni, risiede in una pensione accanto alla sua nuova scuola. I suoi occhi brillano e la mamma racconta come aveva fatto una specie di promessa al Signore: “ Signore, se tu mi aiuti ad avere buoni voti, chiederò che nella mia famiglia si preghi insieme per te”.  E’ così e’ stato, perche’ ha ottenuti il punteggio, favoloso per l’India, di 469 su un totale di 600 punti, quasi l’80%. E c’e’ da notare che il governo premia tutti gli alunni che riescono ad ottenere una percentuale superiore a 90%. Questo ragazzo, che sta diventando alto quanto la mamma, non solo ha mantenuto la sua promessa ma continua a testimoniare della sua fede nella sua nuova scuola.

Deelip, dodicenne, ha occhi che sprizzano gioia, ed il suo sorriso illumina la sua raggiante  faccia bruna mentre ci illustra i bellissimi disegni che ha fatto. Quando noi ci complimentiamo con lui per la sua straordinaria capacità di cogliere in modo visivo la vita semplice dei migliaia di contadini di questi innumerevoli villaggi, ci regala l’intero quaderno per poterlo portare con noi in Italia. Sulla copertina c’e’ una commuovente iscrizione scelta da lui steso: il Salmo 226.  Sarà molto bello se riusciremo a trovare un modo di condividere questo gioiello con tanti amici italiani, perché e’ straordinariamente ricco di una visione gioiosa ed ottimista della vita, ed è stato composto in un mondo che prima della nascita della scuola non offriva speranza a nessuno.

E’ proprio la gioia di tutto ciò che e’ successo che fa scivolare lacrime  giù per le guancia della mamma Salomi, mentre con profonda commozione racconta come la scuola ha dato una speranza insperata per loro che non avevano nessun mezzo per i loro figli. Suo marito lavora duramente molte ore nelle risaie come un piccolissimo imprenditore, ma i suoi guadagni non avrebbero mai permesso nessun educazione per i loro 3 figli. Invece, con la nascita della scuola di Native, lei tocca con mano quanto la vita si sia trasformata. Non solo attraverso i figli ha imparato a scrivere il proprio nome, lei ha anche imparato a leggere e fa parte dei gruppi di studi biblici per le donne che Native ha pure avviato. Attraverso le sue lacrime traspare una gioia immensa e con un giro di braccia ci fa vedere una casa nella sua primitiva semplicità luminosa ed ordinata come mai prima. Ora che anche lei e’ stata battezzata e spera che Srino e la sua dolce bambina per la quale aveva pregato, Soujanya di 7 anni, non solo riconoscano il Signore in modo formale, ma  che anche loro si diano totalmente a Lui..

La mezz’ora che abbiamo trascorso con questa famiglia  resterà un ricordo indimenticabile.

 

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 4 proposte di Native Onlus per l’immediato futuro

 

 

 1. Con il generoso contributo del marito di un alunno desideriamo vedere installato un potabilizzatore dell’acqua accanto al nuovo edificio che sarà costruito per la scuola questo inverno.

 2. Proponiamo di mantenere il nostro contributo finanziario annuale per coprire il bilancio di tutte le attività della scuola.

3. Sviluppare un programma di borse di studio per i ragazzi che terminano la scuola con un voto sufficientemente alto,  che gli permettano di proseguire anche verso l’università.

 4. Mantenerci in contatto con la scuola in modo di rispondere ad altre possibilità di intervento qualora la situazione in China Mukthevi ne dovesse avvertire il bisogno. 

 

Se vuoi contribuire al mantenimento e allo sviluppo della scuola, e se vuoi fare una donazione puoi trovare qui tutti i riferimenti bancari.

NATIVE ONLUS
email:
nativeonlus@gmail.com

 

 

 

Webmaster - (last update:14-12-2018)