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La Riforma e’ conclusa?

Una conferenza dedicata alla Riforma Protestante in occasione del 5° centenario (1517-2017) – giovedì 16 novembre alle ore 20.30 Palazzo Cordellina 

Sono trascorsi cinquecento anni da quando Martin Lutero rese pubbliche a Wittenberg le sue 95 tesi sul tema delle indulgenze. Dopo un “tormentato” percorso storico,  la “Riforma  Protestante gode oggi di generale buona stampa”; infatti, rispetto a ricorrenze passate, dove si registravano giudizi contrastanti, il 500° anniversario sembra proporsi in una sorte di “ecumenica, trasversale, distesa commemorazione” L'evento è organizzato dall'Associazione Native Onlus con il patrocinio del Comune di Vicenza. Ma le differenze fondamentali tra cattolici e protestanti possono dirsi veramente superate? Le istanze di allora sono ancora attuali oggi? Davvero la Riforma fu “figlia della politica” e solo in seconda battuta della teologia? Davvero il pensiero di Lutero fu così politicizzato da non essere teologico? I motivi che contribuirono alla Riforma furono numerosi, ma cosa fu quel desiderio di rinnovamento nella sua più intima natura? Un autentico desiderio di rinnovamento della fede e dei costumi si diffuse in quegli anni anche nella città del Palladio, coinvolgendo ed influenzando le famiglie più prestigiose della città come i Da Porto, I Thiene, i Pigafetta, i Trissino, ma pure commercianti come i Pellizzari, i Trento, bottegai, artigiani e gente comune. Forte di questa storia non comune, l’Associazione Native Onlus, a completamento delle altre iniziative già organizzate per la città come Passeggiando nei luoghi della Riforma (visite guidate gratuite) e la mostra illustrata La Via del Rinnovamento presso La Loggia del Capitaniato, propone una conferenza dal titolo “La Riforma è conclusa?” in programma giovedì 16 novembre alle ore 20.30 a Palazzo Cordellina in contrà Riale 12. Interverranno il prof. Pietro Bolognesi dell’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova e il Prof. Francesco Gasparini della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. L’appuntamento è promosso in collaborazione e con il patrocinio della Biblioteca Civica Bertoliana.

 

 

Conversazione sulla Riforma Protestante  

Nella bella sala delle conferenze di palazzo Cordellina, sede della Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza, ha avuto luogo un’interessante confronto tra il prof. Pietro Bolognesi (Ifed) e il prof. Francesco Gasparini (Facoltà Teologica del Triveneto) sul tema “La Riforma è conclusa? Le differenze fondamentali tra cattolici e Protestanti sono davvero superate?”

La serata, a completamento di un programma celebrativo del Cinquecentenario della Riforma Protestante che ha già visto la mostra illustrata (aprile) e una serie di passeggiate cittadine (aprile-ottobre), ha registrato una buona partecipazione.
Dopo un breve saluto da parte del Direttore della Biblioteca Bertoliana, dott. Lotto, il moderatore Luigi Dalla Pozza ha introdotto il tema della serata, ricordando che, nonostante un tormentato percorso storico, la Riforma Protestante gode oggi di un generale consenso. Una tale affermazione è stata supportata dalla lettura di alcuni passaggi di articoli da svariate testate nazionali, rimarcante come l’ecumenismo contemporaneo sembri avere risolto i disaccordi teologici fondamentali che portarono alla rottura della cristianità occidentale.

I relatori si sono alternati negli interventi, rispondendo alle domande loro poste, ovvero: Davvero la Riforma fu “figlia della politica” e solo in seconda battuta della teologia? La Riforma viene spesso rappresentata come un movimento di rinnovamento morale della società con risvolti in ambito politico, economico, artistico, familiare; ma è possibile individuare nella Riforma un motivo fondamentale, un punto focale? Le istanze di allora possono dirsi oggi ancora attuali? Le differenze fondamentali tra cattolici e protestanti possono dirsi veramente superate?

Il contenuto ed il tono delle relazioni hanno delineato due traiettorie nitide. Il Prof. Bolognesi ha esordito ricordando come il termine Riforma non sia stato un’invenzione Protestante, semmai un desiderio che da secoli la chiesa rincorreva senza mai realizzarlo. Ha proseguito sottolineando come con Lutero e la Riforma da lui iniziata si giunga soprattutto a ristabilire il primato di Dio sulla realtà. In effetti, ha dichiarato il prof. Bolognesi, quest’anno si è parlato molto di Riforma e poco di Dio. Eppure, ha proseguito, l’approccio a Dio è il parametro discriminante. Nella teologia cattolica è rappresentabile come un movimento lineare, un processo mediante cui l’uomo lentamente ma inesorabilmente si appressa a Dio grazie alla mediazione della Chiesa; con la Riforma protestante, al contrario, c’è la riscoperta che la frattura che separa Dio dall’uomo è incolmabile per iniziativa di quest’ultimo; solo per l’azione divina l’uomo è riconciliato per grazia mediante la fede. La giustificazione, propriamente, consiste nella dichiarazione di giustizia in Cristo imputata all’uomo. Le distanze tra cattolici e protestati, pertanto, non sono eliminabili.

Il Prof. Gasparini, da parte sua, ha elogiato alcuni tratti del contributo di Lutero. La Riforma è stata un importante stimolo al cambiamento, e non può dirsi conclusa, in quanto la Chiesa è sempre protesa al rinnovamento. Ha inoltre evidenziato quelli che a parer suo sono degli ambiti problematici aperti dalla Riforma e tuttora non risolti: il rapporto Stato-Chiesa, l’antropologia e la questione della libertà dell’uomo, la natura della fede che salva e la sua comunicazione, il rapporto tra fede e violenza, la questione dell’intolleranza/rispetto tra fedi diverse. Per il relatore cattolico, comunque, lo snodo centrale rimane il problema della giustificazione, ovvero come l’uomo possa trovare la salvezza.

I due relatori hanno in seguito risposto ad alcune domande del pubblico, concordando che la “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione” cattolico-luterana del 1999 è stata, appunto, una dichiarazione congiunta e non una confessione comune, e che nonostante un ascolto reciproco rispettoso, permangono differenze importanti, tra cui proprio quella del contenuto e dell’applicazione della “giustificazione”. Insomma, una conversazione rispettosa e ricca di spunti e precisazioni, capace di delineare alcuni nodi teologici irrisolti, coerente rispetto alle reciproche identità confessionali, lontana dallo spirito mieloso dell’ecumenismo contemporaneo.
 
 



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